Le riflessioni teologiche del Primate Alessandro I°...

 

 

Tra cielo e terra

 

Il Vangelo di oggi è chiuso tra due parentesi di stupore: inizia con la sorpresa della gente di Nazaret “da dove gli viene tutta questa sapienza e questi prodigi?” e termina con la meraviglia di Gesù che si stupisce della loro incredulità.

Né la sapienza, né i miracoli fanno nascere la fede.

E’ vero il contrario: è la fede che fa fiorire miracoli. La gente passa in fretta dalla fascinazione alla diffidenza e al rifiuto.

Da dove gli vengono queste cose?

In questa domanda “Da dove?” è nascosto il punto da cui ha origine l’Incarnazione: con il Verbo entra nel mondo un amore “alieno”, qualcosa che la terra da sola non può darsi, viene uno che profuma di cielo.

“Lo conosco, conosco la sua famiglia, so come lavora”:

Ma l’uomo non è il suo lavoro, nessuno coincide con i problemi della sua famiglia: il nostro segreto è oltre noi, abbiamo radici di cielo.

Dice il Vangelo: “Ed era per loro motivo di scandalo”.

Scandalizza l’umanità di Gesù, la prossimità di Dio.

Eppure è proprio questa la buona notizia del Vangelo, stupore della fede e scandalo di Nazaret: Dio ha un volto d’uomo, il Logos la forma di un corpo. Non lo cercherai nelle altezze del cielo, ma lo vedrai inginocchiato a terra, ai tuoi piedi.

La reazione di Gesù al rifiuto dei compaesani non si esprime con una reazione dura, con recriminazioni o condanne, come non si esalta per i successi, né si deprime mai per un fallimento, “ma si meravigliava” con lo stupore di un cuore fanciullo.

 

+++ Mons. Alessandro Meluzzi

Primate della Chiesa Ortodossa Italiana con il nome di Alessandro I°

Arcivescovo d'Italia

Vescovo di Ravenna e Aquileia

Gran Cancelliere dell'Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo