ODI

 

(Quaderni di Spiritualità ortodossa dell'Università O.S.G.C.- 2015 Prof. Maximus Giusio)


"Odi" è un breve testo accolto dal canone biblico ortodosso, scritto in greco e contenuto nella versione greca della Bibbia detta "Settanta" e per le altre confessioni cristiane rappresenta un apocrifo dell'Antico Testamento.

Non va confuso con l'apocrifo "Odi di Salomone", distinti a loro volta dai Salmi di Salomone.Consiste in una raccolta di 14 inni (13 senza la Preghiera di Manasse) presenti nell'Antico e nel Nuovo Testamento con lievissime variazioni testuali.

È nato probabilmente come un compendio ad uso essenzialmente liturgico.

Contenuto:

Ode di Mosè nell'Esodo (Es15,1-19)
Ode di Mosè nel Deuteronomio (Dt32,1-43)
Preghiera di Anna madre di Samuele (1Re2,1-10)
Preghiera di Abacuc (Ab3,2-10)
Preghiera di Isaia (Is26,9-20)
Preghiera di Giona (Gio2,3-10)
Preghiera di Azaria (Dn3,26-45)
Inno dei tre giovani (Dn3,52-88)
Preghiera di Maria Madre di Dio (Lc1,46-55.68-79)
Ode di Isaia (Is5,1-9)
Preghiera di Ezechia (Is38,10-20)
Preghiera di Manasse (non presente nell'Antico Testamento, basata su 2Cr33,18)
Preghiera di Simeone (Lc2,29-32)
Inno del mattino (non presente nel Nuovo Testamento ma con richiami a Lc2,14;Sal144,2;118,12)

Il Quarto libro dei Maccabei è un libro compreso tra gli Apocrifi dell'Antico Testamento secondo i cattolici, accolto come canonico dalla prevalenza delle tradizioni ortodosse, ed è contenuto come appendice nella traduzione greca della Bibbia dei Settanta.


Un aspetto interessante è che se il testo è ritenuto di autore ignoto, sono diversi i Padri della Chiesa che ne attribuiscono la paternità a Giuseppe Flavio. È stato scritto in greco, verso il termine del I secolo a.C. e l'inizio del I secolo d.C..


E' evidente il suo carattere predicatorio: si presenta come una intensa omelia, che illustra il primato della pia ragione sulle passioni, ricorrendo agli esempi offerti dal martirio di Eleazaro e dei sette fratelli che è narrato in modo più acurato nel Secondo libro dei Maccabei.


La sua collocazione peculiare nella "Septuaginta" ne ha legittimato l'inserimenrto ed il mantenimento nel canone ortodosso. E' stato assai studiato anche nell'ambito delle tradizioni assire e caldee.


Prof. Maximus Giusio, corepiscopo, teologo, consultore