Nativity BW

 

 

In questa notte nella quale il Verbo si è fatto Carne ed è venuto ad abitare fra noi, gli angeli cantano Gloria a Dio nell'alto dei Cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Gloria nel Cielo quindi e pace sulla terra: questa è la vera chiave della dicotomia di una Santa Notte nella quale la storia dell'umanità è cambiata per sempre.

Qual'è la pace che gli uomini si possono dare tra di loro.

E' la pacificazione fittizia che assomiglia talvolta semplicemente alla stupefazione o all'inebedimento o è una pace che rappresenta un vero segno di concordia e di riconciliazione nel quale anche verità e libertà sanno conciliarsi con il mistero dell'amore?

Questo è sicuramente il segno della pace Cristiana. Quella pace che anche nell'Eucarestia le persone si scambiano prima di accostarsi al mistero della Comunione in una dimensione nella quale pace è innanzi tutto assunzione di verità e di responsabilità.

Non ci può essere pace senza Gloria nei Cieli. Se gli uomini cessano di rendere gloria e perdono la dimensione verticale trascendente della vita anche la pace diviene un elemento fittizio e formale.

E' soltanto in questo duplice abbraccio che guarda verso il divino e che comprende interamente il mistero dell'umano che la dimensione dell'Incarnazione trova il suo vero significato.

Quel Dio grande, immenso, infinito che si fa piccolo come un bambino per venire tra noi, che nasce in una grotta, che peraltro nel mondo semitico dell'epoca rappresentava la dimensione della stalla nella quale coabitavano umani e animali ci ricorda che questo Dio, vero Dio e vero uomo, quando è bambino ci aiuta a ritrovare il bambino che è eternamente in noi.

Un bambino che non cerca di trovare la pace stupendosi, lasciandosi afferrare dall'alto o giocando ma protendendosi verso un orizzonte pieno di stelle come quello di questa notte angelica senso ultimo di una vita, umana e divina.

Nelle antiche icone spesso la culla della Natività veniva rappresentata come una Croce. Così come nell'icona della Madonna del Soccorso Gesù bambino nelle braccia di Maria guarda già agli strumenti della passione. Perché il mistero dell'Incarnazione contiene in sé il Natale, la Teofania e la Pasqua.

Ed è guardando questo mistero che invito la nostra Chiesa Ortodossa a meditare sul senso ultimo della vita abbracciando tutti gli affetti terreni, la dimensione della famiglia, la tenerezza, ma anche quell'orizzonte di Fede e Mistero che riempie di luce questa Notte Santa.

 

           Sua Beatitudine Alessandro I°

        Primate della Chiesa Ortodossa Italiana

Arcivescovo d'Italia ed Eparca di Ravenna e Aquileia