Le riflessioni teologiche del Primate Alessandro I°...

 

 

Il testamento di Gesù: amore amante

 

“Gesù si avvicinò e disse loro: A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

Il Vangelo di Matteo termina con un apostolo in meno.

Sono undici, non più dodici, i discepoli convocati sul monte per l'invio missionario sino ai confini della terra.

La ferita nel collegio apostolico ci fa capire la sproporzione tra la santità del compito e la povertà del mezzo; è la storia di ciascuno di noi. I discepoli si prostrano davanti a Gesù, ma dubitano; hanno fede e conservano il dubbio, la fatica di credere.

Forse per questo Gesù non solo si fa vedere, ma si avvicina, riduce ulteriormente la distanza e moltiplica l'incoraggiamento.

Dopo aver passato un certo tempo in Galilea gli Undici discepoli raggiungono Gesù su un monte indicato da Lui.

È in quel momento, vertice della permanenza in terra del Signore, che avviene l'ultima sua consegna ai discepoli: quella di annunciare il lieto messaggio di salvezza e, inoltre, di battezzare chiedendo che la vita del battezzato si esprima nell'osservanza degli insegnamenti contenuti in quel messaggio.

La grande missione di far discepoli tutti i popoli, figli dell'unico Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo, è attuale anche oggi; siamo sempre all'inizio del mandato poiché in molti luoghi deve essere ancora intrapresa, ma anche perché in altre terre deve essere ri-cominciata da capo.

Non si dice, infatti, che viviamo in Paesi post-cristiani? In società secolarizzate?

È davvero un momento vertice per due ragioni: il Signore Gesù sta per tornare al Padre e responsabilizza i Suoi circa un insegnamento che è vita nuova. Per di più, in questa consegna di far cristiane le genti, Gesù chiede che ciò avvenga nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo.

È come se, nella sua infinita tenerezza, Gesù svelasse ai suoi il Mistero più alto, quello del Padre, Onnipotenza Creatrice, che ama talmente il Figlio, che questo Amore, infinitamente ricambiato dal Figlio, è la Persona dello Spirito Santo.

Gesù, promettendo di rimanere con noi tutti i giorni e per sempre, ci aiuta a vivere alla Presenza della Trinità: tre persone che si amano talmente da essere un un'unica natura, appunto infinitamente amore amante.

 

+++ Mons. Alessandro Meluzzi

Primate della Chiesa Ortodossa Italiana con il nome di Alessandro I°

Arcivescovo d'Italia

Vescovo di Ravenna e Aquileia

Gran Cancelliere dell'Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo