Sintesi di una ricerca sul latte e i suoi derivati

Università Ortodossa San Giovanni

 

Una ricerca dell'Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo ha evidenziato alcuni problemi che derivano dal consumo di latte, formaggi e prodotti caseari molto diffuso in Europa e nelle culture occidentali in generale al contrario di quanto avviene nella cucina asiatica e cinese in particolare che possiede una caratteristica non immediatamente percepibile: l'assenza di latte e derivati del latte, caratteristica che discende direttamente dalla diffusione capillare dell'intolleranza al lattosio nelle popolazioni orientali.

Tutti i membri del club “I Mammiferi” utilizzano il latte materno nelle prime fasi di vita e tutti dopo lo svezzamento cessano di assumerlo perché il sistema digerente animale non è adatto alla digestione del latte e del lattosio.

Tutti tranne l'uomo che continua a cibarsi di latte e formaggi.

Ma a parte chi è intollerante al lattosio, che come abbiamo visto rappresenta una percentuale notevole del genere umano, tutti dovrebbero fare estrema attenzione ad assumere latte per mantenere una dieta equilibrata e sana.

La scienza medica è rimasta indietro rispetto alle altre discipline ed ora sta, fortunatamente, facendo passi da gigante. Se la medicina si fosse evoluta come l'informatica oggi la vita media sarebbe di qualche secolo con gioia e soddisfazione di tutti escluso il sistema pensionistico.

Se sino a pochi anni fa i medici prescrivevano grandi quantità di vitamine durante una cura a base di antibiotici, oggi sappiamo che proprio le vitamine sono degli antagonisti degli antibiotici e ne riducono di molto l'efficacia quindi le vitamine non vanno assunte insieme agli antibiotici. Un esempio di come le nuove conoscenze cambiano radicalmente le cose.

Il latte è un alimento specifico per i nuovi nati che posseggono durante le fasi iniziali di vita speciali caratteristiche per digerirlo e assimilare da esso componenti nutritive fondamentali.

Ma si parla sempre di latte materno specifico per ogni singola specie, di composizione nettamente diversa da specie a specie e utile per le fasi iniziali della crescita sino allo svezzamento.

Al contrario noi umani continuiamo per tutta la vita ad assumere latte prevalentemente di mucca o di capra oltretutto profondamente diversi da quello umano nelle caratteristiche di base fondamentali.

Anche con un analisi frettolosa scopriamo che siamo profondamente diversi da vitelli e agnelli per i quali quel latte viene prodotto.

Questa assunzione arbitraria e contraria alle leggi naturali provoca aumenti significativi nella diffusione del diabete, nell'osteoporosi, nell'arteriosclerosi, in varie forme cancerogene e nelle sindromi da deficit di calcio.

Molte di queste cose sono esattamente quelle per le quali per anni ci è stato insegnato a bere quanto più latte possibile fidando nelle sue peculiarità, mentre oggi scopriamo che l'effetto è esattamente opposto.

Il latte, i formaggi e i derivati caseari in generale sono alimenti di gusto eccellente: chi può resistere dal consumare una mozzarella fresca o una tazza di cioccolata fumante e il parmigiano è un patrimonio dell'umanità.

Ma bisogna limitarsi e moderarsi altrimenti le conseguenze possono essere molto serie addirittura letali.

Il latte e i derivati contengono grandi quantità di grassi saturi e colesterolo in grado per sovrapposizione degli effetti di danneggiare irreparabilmente il sistema cardiocircolatorio sclerotizzando le arterie e inducendo malfunzionamenti gravissimi.

La sovrapposizione degli effetti è quel pericoloso meccanismo che accumula comportamenti errati e raggiunta una soglia prefissata ci chiede il conto. Così ogni sigaretta fumata introduce nei polmoni una quantità minima di catrame e altre sostanze nocive intrinsecamente trascurabili ma nel tempo queste sostanze si accumulano con effetti disastrosi e spesso letali.  

Alla fine del secolo scorso sono stati iniziati in molti centri di ricerca studi che hanno evidenziato correlazioni fra l'incidenza delle fratture e abitudini specifiche come il consumo di categorie di alimenti, il fumo ecc.

In particolare il dato che ha colpito i ricercatori è stato quello relativo alle fratture dell'anca generalmente favorite da una significativa riduzione della massa ossea cioè dalla sindrome della osteoporosi.

Un dato certamente sconcertante se correlato alla grande quantità di calcio e vitamina D presente nel latte e nei derivati caseari.

Il calcio è il principale componente delle ossa e la vitamina D il suo cemento visto che serve a “fissare” il calcio all'interno dell'organismo rendendolo utile e utilizzabile.

Sembrava un mistero degno di Sherlock Holmes e del suo celeberrimo delitto avvenuto in una stanza dove la vittima era sola e porte e finestre chiuse dall'interno.

Ma per dirla alla Sherlock Holmes una volta eliminato l'impossibile quello che rimane è la soluzione per quanto incredibile possa sembrare a prima vista.

Latte e formaggi contengono proteine animali in grandi quantità che ingeriti inducono nel sangue un aumento significativo del livello di acidità.

L'organismo blocca questa acidità anomala e indesiderata utilizzando il calcio come antagonista specifico prelevandolo dai propri magazzini personali cioè le ossa: uindi il latte impoverisce l'organismo di calcio invece di arricchirlo favorendo l'osteoporosi.

Ogni sostanza può essere acida, neutra o basica in relazione ad un indice definito pH.

Il valore 7 del pH è considerato neutro, valori più bassi sono associati a sostanze progressivamente sempre più acide sino al valore massimo di zero, mentre valori più alti definiscono sostanze opposte agli acidi chiamate basi o alcali progressivamente sempre più forti sino al valore massimo di 14.

Il sangue umano ha un pH normale pari a 7,4 ed è quindi leggermente basico.

Ogni alimento o bevanda modifica questo valore entrando nel circolo sanguigno.

Quando seguiamo una dieta troppo ricca di alimenti acidi, come le proteine soprattutto di origine animale, acidifichiamo il sangue rendendo necessario compensare questo aumento e riportare il pH al valore normale.

Il nostro organismo in mancanza di aiuti rialza il pH demineralizzando le ossa impoverendole di calcio ma la natura è meravigliosa e cerca di prevedere tutto.

Vi siete mai chiesti, ad esempio, perché il miglior contorno ad una bistecca sia l'insalata e il loro miglior condimento il limone? Semplicemente perché il nostro organismo incredibilmente “sa” a livello inconscio che la verdura cruda è un alimento prevalentemente basico che compensa l'acidità delle proteine della carne e che il limone che contiene grandi quantità di acido citrico per effetto paradosso abbatte l'acidità.

Moltissimi studi sono tutt'ora in corso per stabilire una correlazione fra consumo di latte e derivati con l'insorgenza di forme cancerogene. Naturalmente non conosciamo ancora così bene il cancro e i suoi meccanismi per poter affermare con certezza cosa lo favorisce ma molte, troppe ricerche indicano correlazioni importanti da non sottovalutare anche se complesse e ancora non riconducibili ad elementi specifici come ad esempio il lattosio.

Quindi anche per la prevenzione del cancro sarà bene limitarsi nell'uso di latte e latticini.

Il famoso ritornello “il latte fa bene, bevete più latte” e il bombardamento mediatico che esorta a consumare sempre più latte e derivati va quindi drasticamente rivisto.

Non è indispensabile eliminare completamente latte e latticini dalla dieta ma limitarne il consumo si come moderare l'assunzione di proteine animali è necessario ma è anche sbagliato smettere di assumerne.

Frutta e vegetali, specie se consumati crudi o cucinati in modo da non perdere sostanze nutritive, sono importanti per la nostra alimentazione ma non possono essere l'unico alimento dell'uomo non a caso creato onnivoro.

Gli spinaci contengono ferro in grandi quantità ma il nostro organismo non è in grado di assimilarlo da questo alimento rendendolo quindi inutile in questo senso.

Latte e formaggi contengono calcio in quantità notevoli ma le loro proteine acidificano il sangue facendo consumare all'organismo molto più calcio di quello che realmente assume. Se ogni settimana vinciamo, giocando regolarmente al gratta e vinci, 50 € spendendo però 100 € per acquistare quei tagliandi significa che ogni settimana perdiamo e non vinciamo 50 €. Per il calcio assumendo latte e formaggi avviene qualcosa di molto simile con loro il bilancio è in perdita facendoci perdere più calcio di quanto ne danno.

Gli Eschimesi sono tra le popolazioni che assumono più calcio dai derivati del latte, arrivando addirittura a circa 2 grammi al giorno.

Una quantità enorme atteso che sono pochissimi i medici che hanno il coraggio di prescrivere ai pazienti, pur in evidente ipocalcemia, una quantità giornaliera di 1 grammo di calcio farmacologico.

Ebbene fra gli Eschimesi l'incidenza dell'osteoporosi è elevatissima proprio in virtù di quel subdolo meccanismo di azione-reazione illustrato.

Per migliorare le cose sarà necessario gestire una dieta equilibrata epiù  ricca di proteine vegetali rispetto a quelle animali.

La regola è: mangiare di tutto senza eccedere.

Mangiare con moderazione i formaggi e contenere il consumo di latte è una scelta saggia come quella di mantenersi attivi attraverso un impegno fisico non stressante ma giornaliero come una passeggiata di 30 minuti.
   
Molto importante è proprio passare del tempo all'aperto perché il nostro corpo, come le piante reagisce alle radiazioni solari e gli ultravioletti inducono la produzione corporea di vitamina D indispensabile per fissare il calcio nell'organismo.

Ma gli ultravioletti sono bloccati totalmente dalle superfici opache e vetrate e parzialmente dagli abiti e dall'inquinamento dell'aria.

In estate con abiti leggeri è richiesta una permanenza giornaliera all'aperto al sole anche solo di poche decine di minuti.

Al contrario in inverno con abiti pesanti che coprono la maggior parte del corpo, il sole più basso sull'orizzonte con le sue radiazioni che devono penetrare uno spessore maggiore dell'atmosfera indebolendosi, il cielo frequentemente coperto e percentuali superiori di smog dobbiamo passare all'aperto più ore.

Esporsi al sole dietro il vetro di una finestra o di un finestrino produce piacevoli sensazioni dovuti alle radiazioni luminose e infrarosse ma è inutile per gli UV filtrati e bloccati dalle superfici vetrate.

Quindi una dieta equilibrata, senza eccessi e un moderato esercizio fisico quotidiano all'aperto sono alla base di una vita sana e felice perché l'esposizione al sole favorisce attraverso complesse interazioni molti dei nostri sistemi fisiologici: la luce del sole favorisce il rilassamento muscolare, migliora le funzionalità delle articolazioni, attiva la vitamina D, aumenta le difese immunitarie e sembra in grado di favorire anche umore e prestazioni psico-fisiche.

Se adoriamo troppo il latte e i latticini possiamo integrare la nostra dieta con alimenti ricchi di carbonato di magnesio e magnesio che agisce come regolatore del pH, fissa il calcio nelle ossa e riduce gli effetti negativi del latte sul sistema cardiovascolare.

Il carbonato di magnesio è facilmente assimilabile dal nostro organismo in particolare da patate, pomodori, verdure a foglia larga (spinaci, lattuga, bietole e insalata in generale), rape, broccoli, melanzane, legumi (fagioli, ceci, lenticchie); frutta in particolare agrumi, frutti di bosco, ciliege, ananas, melone, uva e frutta secca (noci, nocciole, noccioline, mandorle, semi); cereali integrali (frumento, riso, orzo, avena, segale); cioccolato; frutti di mare.

Per prevenire l'osteoporosi il consiglio è di bere molta acqua con l'accortezza di distribuirne però il consumo nell'arco della giornata.

Ingerire una massa consistente di acqua in poco tempo (mezzo litro in pochi minuti) ha conseguenze negative perché crea un piccolo tsunami nell'intestino, un'onda anomala che dilava sostanze nutritive impedendo alle zone intestinali primarie di assimilarle.  

L'acqua è il vero baluardo contro l'osteoporosi e possiamo trovarne utilizzi sempre nuovi.

Se siamo abituati a bere una tazza di cioccolata calda possiamo con un semplice accorgimento diminuire drasticamente gli effetti negativi del latte.

Prendiamo mezza tazza abbondante di acqua bollente e aggiungiamo cacao in polvere. Saremo subito sorpresi dal cacao che si scioglierà con incredibile facilità e senza grumi nell'acqua rispetto al latte sostanza molto grassa che rende difficile la diluizione.

Dolcifichiamo o no secondo i gusti e aggiungiamo latte freddo che porterà la nostra bevanda alla giusta temperatura.

Sorbendo la nostra bevanda al cacao con latte ne scopriremo l'ottimo gusto e potremo fare alcune riflessioni importanti:

1) contiene molto meno latte quindi fa molto meno male
2) è più economica
3) non necessita di scaldare il latte operazione che elimina sostanze nutritive e lascia sempre residui fastidiosi da lavare sprecando detersivo, acqua ed energia
4) riduce l'inquinamento e tutela l'ambiente con consumi inferiori per i punti precedenti

Provando questa ricetta scopriremo una bevanda al cacao buona, simile a quella dei distributori automatici che la preparano solo con cacao, zucchero e acqua lasciando la possibilità di aggiungere una (piccola) quantità di latte.

Possiamo ridurre ancora o addirittura eliminare il latte rendendo disponibile la bevanda al cioccolato anche a chi è allergico al lattosio.

Una scelta interessante e assolutamente da provare per la cioccolata la “bevanda degli dei” conosciuta e apprezzata da molte culture antiche.