Martedì 1 marzo A.D. 2016

 

Visita pastorale in Calabria di S.B. Alessandro I° 

 

Il Primate della Chiesa Ortodossa, Italiana Alessandro I°, ha concluso ieri una visita pastorale in Calabria, all'Eparchia del Mercurion. La visita, come ormai consueto per gli eventi della Chiesa Ortodossa Italiana, è stata seguita con interesse dai media che hanno dato ampio spazio all'evento. Il Primate si è incontrato con il Corepiscopo Padre Athanasio e ha ordinato nuovi Diaconi nel corso di una Divina Liturgia officiata nella sala Gullo della Casa delle Culture in corso Telesio a Cosenza. Tra le tante iniziative Alessandro I° ha sostenuto nella redazione de "Il Quotidiano del Sud" un dibattito con un gruppo di giornalisti.

 

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Le Comunità della Chiesa Ortodossa si articolano in Eparchie ed Esarchie. L'Eparchia della Calabria, nel ricordo della grande influenza della cultura greca in quelle terre ha preso il nome di Eparchia del Mercurion. 

 

Il nome Mercurion è di derivazione medioevale e si riferisce probabilmente alla tradizione greca del messaggero degli dei Mercurio e a San Mercurio di Cesarea un generale romano del III° secolo che cercò di impedire le persecuzioni dei Cristiani rivelando la propria Fede in Gesù. La leggenda vuole che imprigionato come cristiano fu torturato a morte per tre volte e per tre volte miracolosamente fu salvato e guarito dall'intervento di un angelo sino alla sua definitiva decapitazione. I cittadini romani per diritto potevano essere messi a morte solo per decapitazione e non crocifissi come avveniva per i non romani. Per lo stesso diritto era sufficiente affermare "Civis Romanus sum" (Sono un cittadino di Roma) e dimostrarlo per aver diritto ad un equo processo ed ottenere una morte onorevole e misericordiosa (decapitazione) nel caso di condanna a morte in un epoca che aveva poco rispetto per la vita e le sofferenze umane. Le torture al quale venne sottoposto il generale Mercurio di Cesarea sono una conseguenza dell'uccisione da parte sua dell'imperatore Giuliano.

 

Mercurion nei secoli successivi diviene il nome di un territorio impervio e lontano dal mare sul monte Pollino, dove sorgono molte comunità anche monastiche al riparo da pirati e briganti.

 

Nel X° ed XI° secolo il Mercurion diviene un centro religioso più importante dell'Italia meridionale e nelle sue scuole teologiche si formano molti santi compreso San Nicodemo al quale è intitolata l'Accademia Ortodossa.

 

Oggi l'Eparchia di Calabria è retta dal corepiscopo Padre Athanasio (Francesco Rizzuti) che, fedele alle tradizioni, ha voluto riprendere il nome di Mercurion così importante nel medioevo per le comunità cristiane dell'Italia meridionale.

 

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Meluzzi in redazione: «Alla Chiesa cattolica

 


servirebbe un nuovo Concilio Vaticano»

 


Da Papa Francesco alle madri assassine:

 

il criminologo e vescovo della Chiesa ortodossa

 

ha risposto alle domande dei nostri giornalisti e dei nostri utenti

 


COSENZA - Nella redazione di Cosenza del Quotidiano questa mattina è ospite Alessandro Meluzzi. Il noto criminologo da qualche mese è anche vescovo della chiesa ortodossa col titolo di Sua Beatitudine Alessandro I.

 

Il forum è condotto dai giornalisti Michele Inserra, Maria Francesca Fortunato, Tiziana Aceto. In redazione anche padre Athanasio, il diacono Alfredo Mancuso e Antonella Ferrari.

 

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Il testo integrale sarà pubblicato sul giornale di domani, 2 marzo 2016

 

Quale giudizio dà dell'opera di Papa Francesco?

 

«Papa Francesco di tutto ha parlato in questi anni, pace, famiglia, ma non della Chiesa. Non entra nel dibattitto teologico interno che era stato aggredito, forse senza grande successo, da Ratzinger. Credo che la Chiesa cattolica oggi, più che un pastore ecumenico abbia bisogno del Concilio Vaticano terzo».

 

Famiglia e matrimonio: cosa propone la chiesa ortodossa?

 

«Perchè i cristiani, il 50 per cento delle coppie, reduci da matrimoni falliti, debbono sentirsi cristiani di seconda categoria? L'unico risultato è l'allontanamento di queste persone. Gli ortodossi celebrano un secondo e un terzo matrimonio che non contraddice l'indissolubilità. La materia principale del sacramento del matrimonio è il corpo degli sposi e la loro sessualità, aperta alla riproduzione e alla vita. Il matrimonio celebrato e non consumato non è valido, giustamente. Voi pensate che il compito della Chiesa sia presidiare un matrimonio che magari a distanza di anni non c'è più o addirittura non c'è mai stato?».

 

Su questo però c'è un'apertura di Papa Francesco

 

«Vedremo. Per adesso però il sinodo non ha dato nessuna risposta. Spesso dipende dai parroci, il che significa essere in una sorta di anarchia».

 

Come è arrivato al mondo dell'ortodossia?

 

«Partendo da molto lontano. Io sono stato allievo di don Pierino Gelmini, molto amato anche qui a Cosenza. Lo conobbi al tempo del processo Muccioli. Fui ordinato diacono nel 2007 ma venni scomunicato per la mia appartenenza alla Massoneria. Io non ho mai rinnegato nulla dei miei vent'anni di massoneria, però avendo scoperto Cristo come dono più grande di tutti ho fatto la mia scelta. Il resto è stato tutto una diretta conseguenza, non ho mai fatto alcun atto scismatico nei confronti della chiesa cattolica, se mai è il contrario».

 

Essere psichiatra aiuta il primate?

 

«Il tema del curare prevale sul medicare nella chiesa ortodossa. Gesù guariva. Essere cristiani significa essere cristiano-terapeutici, come Gesù del resto che curava l'anima e curava il corpo, ed era figlio di un Dio talmente innamorato dell'uomo da permettergli di amarlo e di non amarlo. I grandi miracoli di Lourdes sono di quelli che tornano gioiosi di fronte al mistero, non tanto quelli che tornano guariti nel corpo».

 

Esistono parroci che magari all'insaputa del Vaticano si stanno avvicinando a voi?

 

«Il corpo è una cosa importante e l'ossessione della sessualità ha molto nuociuto alla chiesa cattolica. Perchè i seminari cattolici si riempiono di giovani, magari casti, ma con una evidente omosessualità? Questo crea una distorsione. Io credo che bisogna sentirsi liberi di fare i preti, senza però nessuna costrizione sessuale. In generale però l'ingombro del corpo è sempre stata una fatica per l'uomo: il sesso, il digiuno, la penitenza... ma avere moglie, in genere per un uomo, è una cosa buona o una cosa cattiva? Se dà felicità è una cosa buona. Tornando ai preti, per fortuna ce ne sono tantissimi eterosessuali. C'è chi ha una vocazione chiara e integerrima ma tantissimi altri hanno fidanzate e amanti. Ma non sarebbe meglio un buon padre di famiglia di un prete senza vocazione? La verità è sempre preferibile, e rende liberi e saggi».

 

Ma un prete sposato, come farebbe a dividersi tra famiglia e fedeli?

 

«Un medico non si dedica ai suoi pazienti, un insegnante ai suoi allievi, un infermiera ai suoi malati? E' un falso problema. Il problema vero è l'istituto stesso del patrimonio».

 

Qual è il vostro rapporto col perdono?

 

«Chiariamo che il perdono non è indifferenza. Il perdono implica l'esperienza del dolore. Ed è l'elemento costitutivo del sacramento della Misericordia, dove l'elemento fondante non è l'ascolto di un sacerdote, ma il perdono che arriva da Dio, e solo lui che può perdonare».

 

A Cosenza in pochi anni sono stati registrati casi di mamme che hanno ucciso i figli. Cosa ne pensa l'uomo di fede e lo psichiatra?

 

«Le mamme assassine ci sono sempre state. Quelli che sono cambiati sono i contesti. Oggi purtroppo è determinante la solitudine. Una volta intorno a una mamma che partoriva c'era tanta gente, cera la famiglia. Oggi invece queste donne spesso sono lasciate a se stesse, sole ed è molto alto il rischio che si sentano inadeguate».

 

Perchè le religioni spesso dividono?

 

«Mai. Le religioni devono unire. Io stesso sono venuto qui a Cosenza oggi a braccia aperte».

 

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Meluzzi in redazione al Quotidiano

 


Fai le tue domande con #meluzzirisponde

 


Il noto criminologo a Cosenza in visita pastorale nelle vesti di Sua Beatitudine Alessandro I.

 

Dalle 11.30 sarà nella nostra redazione

 


COSENZA - La redazione della cronaca di Cosenza apre le porte alla città. Giovedì dalle ore 10,30 alle ore 11,30 nella sede di piazza Bilotti forum con Alessandro Meluzzi. Il noto psichiatra e criminologo dallo scorso dicembre è arcivescovo della Chiesa ortodossa, con il nome di Sua Beatitudine Alessandro I, e si confronterà con i giornalisti Michele Inserra, Massimo Clausi, Maria Francesca Fortunato, Tiziana Aceto e Marco Cribari.

 

Attraverso i canali ufficiali del Quotidiano sui social network Facebook e Twitter i lettori potranno sottoporre le loro domande a Meluzzi e seguire le anticipazioni dei momenti salienti della discussione sul sito web de Il Quotidiano del Sud.

 

Per proporre domande è possibile utilizzare l'hashtag twitter #meluzzirisponde

 

Meluzzi nel pomeriggio di martedì (LEGGI) terrà una visita pastorale a Cosenza: alle 15, alla Casa delle Culture, è previsto un momento liturgico solenne e un momento di aggregazione e fraterna conoscenza personale fra i membri della comunità ortodossa che si stringerà attorno al primate. Previsto inoltre il saluto preliminare del metropolita e la consacrazione di un diacono e cinque ipodiaconi, seguiti dalla divina liturgia e dall’Agape fraterna.